Il Kazakhstan nella Cooperazione di Shanghai. Una potenza regionale al centro della politica mondiale

pubblicato su “Il Nodo di Gordio” [four-mouthly review of geopolitics and international economy, cod. E224200], ed. Il Nodo di Gordio – Trento, year III, n. 5, May 2014, pp. 70 – 81.

Il lago Zajsan è uno dei luoghi dove le relazioni sino-russe hanno iniziato, nel bene e nel male, a instaurarsi a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. Questo luogo incontaminato si trova oggi in Kazakhstan, una Repubblica che negli ultimi dieci anni ha svolto un incontestabile ruolo di perno[1] nel mondo delle relazioni mondiali e regionali. Nello specifico, la Repubblica del Kazakhstan è riuscita a essere il raccordo tra Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, e, in modo più generale, tra Est e Ovest, Nord e Sud, utilizzando (anche) uno dei più importanti strumenti di politica internazionale attivi oggi nel mare magnum delle organizzazioni internazionali: la Cooperazione di Shanghai (SCO)[2].

Già membro dello Shanghai Five[3], il Kazakhstan è uno degli Stati fondatori della Cooperazione di Shanghai ed è attualmente uno degli attori più attivi al suo interno oltre che il terzo in ordine di importanza militare, economica e politica. La politica interna del Kazakhstan rappresenta un’eccellente strategia al servizio della pacifica e prospera coesistenza tra popoli con religioni e tradizioni diverse tra loro; alla stessa maniera, la SCO è una casa dove degli Stati con diverse culture e tradizioni, ma simili obiettivi di politica estera[4], riescono a convivere e cooperare in maniera pacifica ed efficace. In questo senso, il Kazakhstan riesce benissimo a sfruttare la sua efficace politica interna in questo scenario multilaterale, rappresentando non solo una potenza regionale, ma anche un importante attore globale in grado di garantire equilibrio e distensione a livello internazionale. Non è un caso che il kazako Bolat Kabdylkhamitovich Nurgaliyev, già ambasciatore negli Stati Uniti, Sud Corea e Giappone, fu prima eletto Segretario della SCO dal 2007 al 2010 (anno di presidenza kazaca) e in seguito impegnato presso l’OSCE durante il periodo di Presidenza kazaca: la continuità e la trasversalità della diplomazia multilaterale kazaca ha trovato sostegno da tutta la comunità internazionale e i risultati ottenuti sono stati altrettanto apprezzati da un eterogeneo numero di Stati e organizzazioni internazionali. Dei successi diplomatici della SCO, molti si sono avuti durante il periodo di presidenza kazaca e l’attività del Paese centroasiatico si è contraddistinta sia per quanto concerne l’utilizzo del soft power, sia per quanto riguarda il lato della cooperazione militare e anche (e soprattutto) sul lato economico, essendo il Kazakhstan un punto di transito, produzione e smistamento di risorse, energetiche e non, fondamentale per l’intera Eurasia.

Soft power e attività diplomatica kazaka nel quadro SCO

Il processo d’integrazione promosso dal Kazakhstan in ambito SCO parte innanzitutto con un ottimo utilizzo del soft power e, quindi, della cooperazione a livello culturale, di comunicazione e d’istituzioni politiche. Soprattutto durante il periodo di segretariato di Nurgaliyev questa peculiare capacità kazaka è emersa in maniera evidente attraverso i diversi incontri interni ed esterni al framework SCO promossi dal segretario kazako. Per citare degli esempi, si potrebbe ricordare la scrittura del piano d’azione sulla cooperazione sanitaria e ospedaliera[5], volto a coordinare i dipartimenti della salute dei diversi Stati membri SCO per favorire non solo una ricerca integrata e una condivisione di know-how in ambito sanitario tra gli Stati, ma anche un più efficiente sistema medico che in alcune zone dell’Asia Centrale scarseggia in termini di infrastrutture, materiali e personale preparato. Anche nel campo dell’educazione Nurgaliyev è stato in grado di mediare tra le delegazioni degli Stati membri in modo che si raggiungesse un accordo circa la condivisione di piani di studio all’interno delle scuole e un riconoscimento tra i Paesi dei titoli di studio rilasciati dai ministeri competenti[6]. La segreteria kazaka della SCO è stata anche un’ottima occasione per dare inizio a un processo di apertura verso nuovi Stati membri e verso le relazioni con attori esterni. Questo processo inciderà in maniera fondamentale nella crescita politica dell’intera Cooperazione di Shanghai, Stati fondatori compresi. Nel giugno 2007, in occasione del sesto anniversario dalla fondazione della SCO, ad Almaty, il Kazakhstan International Institute of Modern Politics (KIIMP) organizzò un incontro dove studiosi, esperti politici e diplomatici provenienti da diversi istituti e istituzioni, hanno discusso i temi dell’espansione dell’organizzazione, i criteri di adesione, quelli per diventare membri osservatori e partner di dialogo, quelli per la cooperazione con le altre organizzazioni internazionali e per la cooperazione tra le diverse istituzioni della SCO quali il Business Council, l’Interbank Consortium e l’Energy Club; il KIIMP dovette poi raccogliere tutte le idee e sintetizzarle in una lunga mozione da presentare al seguente incontro di Bishkek[7]. Nello stesso periodo, la SCO a guida kazaka è stata protagonista di numerosi incontri a livello internazionale come quello nel giugno 2007 con il Sottosegretario italiano agli Affari Esteri, Gianni Vernetti, in cui si discusse dei rapporti tra l’area economica SCO e l’Unione Europea e l’Italia in particolare, o quelli con Cipro e poi Israele nel settembre successivo, in cui si discusse dei rapporti politici in Medio Oriente e delle relazioni economiche. Importante è stata l’azione di mediazione tra Afghanistan e SCO svolta da Nurgaliyev nell’autunno 2007, che ha rappresentato la fase embrionale di quello che diventerà lo SCO-Afghanistan Contact Group[8]. Anche a livello di relazioni con altre organizzazioni internazionali, la SCO ha ricevuto un grosso contributo da parte della gestione kazaka: i proficui incontri con i rappresentanti dell’Unione Europea per l’Asia Centrale, Pierre Morel, e per l’Afghanistan, Francesc Vendrell, rispettivamente nel febbraio e nel marzo del 2008, ne sono solo un esempio[9]. Un cenno va fatto anche all’attività diplomatica svolta congiuntamente all’Uzbekistan in campo della non proliferazione di armi e test nucleari: l’idea di creare un’Asia Centrale libera da armamenti e test nucleari, nacque nel 2002 e dopo 4 anni, l’8 settembre del 2006, presso il sito per test nucleari di Semipalantisk in Kazakhstan si raggiunse la firma del Trattato sulla denuclearizzazione dell’Asia Centrale (The Central Asian Nuclear-Weapon Free-Zone, CANWFZ)[10]. È nel settore delle emergenze umanitarie e ambientali che il Kazakhstan, nel quadro della SCO, ha dato un decisivo contributo; già dal 2002 la SCO tiene incontri regolari a livello ministeriale sul tema delle emergenze[11], nel 2007 il governo kazako ha deliberato un proprio piano di azione per gli aiuti umanitari in Afghanistan da coordinare con gli altri Stati membri SCO[12], ma è in seguito al terremoto del 24 maggio 2008 in Sichuan, quando il Kazakhstan inviò immediatamente 3,6 milioni di dollari in aiuti umanitari[13], che i rappresentanti kazaki presso la SCO iniziarono a proporre la creazione di un unico centro per le emergenze situato ad Astana[14]. Il centro non è stato ancora ufficialmente istituito ma continua ad essere uno dei principali temi di discussione durante le riunioni dei ministri incaricati[15]. Sempre per quanto concerne le emergenze umanitarie, in occasione dei disordini di Osh del giugno 2010, il Kazakhstan fu il Paese che accolse il maggior numero di profughi minorenni tra tutti quelli dell’area SCO[16].

Antiterrorismo ed esercitazioni militari: indipendenza, coerenza e multivettorialità

La SCO, nonostante la sua estrema duttilità in ambito di politica internazionale, rimane nella sostanza un’organizzazione regionale antiterrorismo; questa non solo ha al proprio interno gli strumenti necessari per svolgere autonomamente un’efficace azione contro gruppi fondamentalisti e separatisti, ma attraverso la sua peculiare capacità di fare rete con altre organizzazioni internazionali riesce a coordinare la propria azione con quella di altri attori in modo da aumentare l’efficacia della propria strategia antiterrorismo. Il Kazakhstan, rispetto ai suoi vicini, è stato uno dei Paesi che meno ha sofferto la presenza di fondamentalisti sul proprio territorio. Nonostante questo, il Paese è sempre stato in prima linea per la lotta al terrorismo, dimostrando di essere preparato politicamente e strategicamente ad affrontare emergenze del genere, e di essere anche un utile e leale alleato per i Paesi vicini. Tale lealtà è stata evidente fin dai primi periodi d’indipendenza, quando, per esempio, la Cina poco prima di iniziare l’operazione Strike Hard contro il separatismo uiguro di matrice terroristica, aveva chiesto ai propri vicini (nonché partner nello Shanghai Five) di riconoscere l’illegalità dei partiti e dei movimenti che sostenessero la costituzione di un Turkestan indipendente attraverso l’uso del terrorismo. In quest’occasione, il Kazakhstan fu uno dei primi Paesi a rendere illegali tre movimenti separatisti: il Fronte Unito Nazionale e Rivoluzionario del Turkestan dell’Est, l’Organizzazione per la Liberazione dell’Uiguristan e l’Unione dei Popoli Uiguri[17]. L’amicizia e la cooperazione con i popoli e gli Stati vicini dello Shanghai Five prima e della Cooperazione di Shanghai dopo, sono state caratteristiche sempre presenti all’interno della politica estera kazaka, a queste si aggiunge la coerenza di voler sradicare il terrorismo dall’Asia Centrale e di voler contribuire a questa causa a prescindere dall’interlocutore con cui cooperare. Non sono mancate, infatti, le occasioni in cui il Kazakhstan ha dialogato con attori internazionali, a livello bilaterale e multilaterale, sia nel quadro SCO che al di fuori di esso, per combattere il terrorismo. La politica estera multivettoriale di Astana è comunque ben accetta all’interno del quadro SCO poiché permette, nella buona fede delle élite politiche kazake, di fungere da ponte tra la politica russo-cinese e quella occidentale. Si potrebbe citare l’esempio più noto di collaborazione militare multilaterale in chiave antiterrorismo a cui ha preso parte il Kazakhstan e alcuni altri Stati sia asiatici che non asiatici (come, per esempio, gli Stati Uniti): si sta parlando del CentrAsBat (Central Asian Battalion) costituitosi nel 1995[18] tra Kazakhstan, Kyrgyzstan e Uzbekistan con il coinvolgimento principale degli Stati Uniti ma che nel corso degli anni ha coinvolto anche altre nazioni e che dal 2000 in poi ha continuato la sua esperienza all’interno del programma Regional Cooperation[19] (di cui l’ultima esercitazione risale al 2012, RC-12[20]). Per riportare un paio di esempi di cooperazione militare bilaterale, che possano mostrare come anche dal punto di vista militare il Kazakhstan non abbia mai avuto problemi a porsi come perno tra area SCO e Occidente, si potrebbero citare la serie di esercitazioni Zhardem, congiuntamente con gli Stati Uniti[21], o la serie Aldaspan, insieme alla Russia[22]. All’interno del framework SCO, il Kazakhstan è il terzo Paese, dopo Russia e Cina, in termini di partecipazione alla cooperazione militare e antiterrorismo. L’aspetto militare è scisso da quello dell’antiterrorismo dopo la costituzione del Regional Anti-Terrorism Structure (RATS) avvenuta nel 2004. L’esperienza kazaca in materia di antiterrorismo ha portato innovazione all’interno della SCO e dei singoli Paesi membri. Quando il 17 maggio 2011 ad Aktobe un uomo si fece esplodere all’interno del quartier generale del servizio di sicurezza dell’oblast kazaco uccidendo sé stesso e ferendo altre due persone[23], iniziò un’escalation senza precedenti nella storia del Paese che in poco più di un anno contò una decina attentati dinamitardi, numerose altre azioni terroristiche e poco più di una trentina di morti e numerosi altri feriti[24]. Il governo kazaco agì sia attraverso la riforma della legge in materia di antiterrorismo[25], sia attraverso un incremento della sicurezza e del lavoro d’intelligence sui gruppi terroristi attivi sul territorio[26], ma anche attraverso il coinvolgimento diretto del Consiglio Spirituale dei Musulmani del Kazakhstan che, per andare in contro alle esigenze del governo, creò sei gruppi regionali di imam col compito di monitorare le espressioni religiose e di incoraggiare gruppi salafiti e fondamentalisti a tornare nell’alveo dell’Islam Tradizionale del Consiglio Spirituale[27]. Quest’ultimo aspetto ha rappresentato un’importante novità in campo di politiche antiterrorismo che la SCO ha saputo sfruttare nella politica interna degli Stati membri e in altri scenari, come quello afghano, a carattere multilaterale[28]. È sotto la segreteria kazaka che la SCO è riuscita anche a siglare numerosi Memorandum of Understanding con altrettanto numerose organizzazioni internazionali o regionali in tema di antiterrorismo, uno su tutti la CSTO[29]. Altro simbolo di avanguardia della strategia kazaka e di centralità di questo Paese nella lotta al terrorismo è la costituzione del Central Asia Regional Information and Coordination Center (CARECC) ad Almaty, nato nel 2009 sotto iniziativa dell’UNODC (United Nation Office on Drugs and Crime), che coinvolge le cinque Repubbliche centroasiatiche più Russia e Azerbaijan[30].

Il Kazakhstan come via di transito e centro di relazioni commerciali ed energetiche: lo SCO Energy club e le Nuove vie della Seta

Geograficamente, il Kazakhstan si trova al centro di una serie di rotte di comunicazioni, economiche ed energetiche che non possono non rendere questo Paese un attore trascurabile per l’economia asiatica e, quindi, mondiale. Il Paese è il punto di partenza, di arrivo e di transito di enormi quantità di denaro, merci e materie prime. Infatti, Astana fa parte di una serie notevole di organizzazioni economiche regionali e internazionali oltre la SCO; giusto per citarne alcune, si potrebbero ricordare il TRACECA[31], il CAREC[32], lo SPECA[33], l’INOGATE[34] e, ovviamente, il CIS e l’EurAsEC. All’interno del quadro SCO, la Repubblica del Kazakhstan rappresenta la terza economia come volume di affari, ma come profondità strategica e come ruolo economico essa non ha nulla da invidiare ai due giganti vicini, Russia e Cina. Infatti, oltre la sua strutturata e funzionale New Silk Road Strategy, il Kazakhstan è stato protagonista di numerose iniziative economico-energetiche che hanno consentito ai Paesi consumatori di energia SCO (Cina, Kyrgyzistan e Tajikistan) di differenziare il loro approvvigionamento di materie prime[35] tradizionalmente russo; questo tipo di “concorrenza leale” kazaka non mette in discussione le fraterne relazioni con la vicina Russia con cui continua a cooperare tranquillamente sia a livello energetico che economico[36]. Anche dalla Cina sono arrivati numerosi miliardi di dollari d’investimenti soprattutto per l’estrazione di materie prime e la costruzione di vie di trasporto. Questa spiccata capacità del governo kazako di attrarre investimenti esteri e di tessere proficue relazioni economiche con imprenditori privati e diversi governi, permette al Kazakhstan di giocare un ruolo centrale per la crescita del progetto di Nuova Via della Seta che, come ha ricordato durante la sua ultima visita a Washington il consigliere politico del presidente Nazarbayev, Ermuhamet Ertysbaev, non è una semplice rievocazione storica ma è la rappresentazione della volontà di voler creare una nuova ed enorme via di trasporto che aiuti il Kazakhstan e tutti i Paesi dell’Asia Centrale a rafforzare la propria sovranità[37]. Insieme a Russia, Cina e Unione Europea, il Kazakhstan ha creato un’altra importante iniziativa dal nome Western Europe – Western China: si tratta della costruzione di un corridoio supertecnologico con video sorveglianza su tutto il tragitto e rete internet iperveloce che connetterà attraverso un sistema di autostrade e ferrovie San Pietroburgo e Shanghai[38]. Il percorso[39] sarà pronto per il 2015 e si prevede che aumenterà del 250% i traffici lungo questa via riducendo drasticamente i tempi di collegamento che oggi per via marittima (Canale di Suez) risultano di 45 giorni, tramite la ferrovia trans-siberiana di 14 giorni, mentre con questo progetto saranno di soli 10 giorni[40]. Due sono state le iniziative in cui il Paese ha inciso di più attraverso lo strumento della SCO: il Memorandum of Understanding con United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific (UNESCAP) del 21 gennaio 2008 e la promozione, insieme al Presidente russo Putin, dello SCO Energy Club. La proposta russa fu sostenuta da tutti gli Stati membri, tra cui il Kazakhstan che tramite il suo primo ministro Danial Akhmetov dichiarò chiaramente che il settore della sicurezza energetica rappresentava il futuro per l’organizzazione e per la cooperazione regionale[41]. Il tema toccò anche il summit dell’anno dopo a Bishkek in cui si propose di creare un mercato unico dell’energia per favorire uno sviluppo regionale che fosse proficuo per tutti gli Stati e si valutò l’ipotesi della costituzione di un esperimento preliminare di “club dell’energia”[42]. Anche nel 2008, nel 2009 e nel 2010 diverse dichiarazioni sono venute soprattutto da Russia e Kazakhstan per costituire un forum o un club che riunisse i rappresentanti permanenti degli Stati del quadro SCO[43]. Pur non essendo ancora oggi ben definita la struttura di questo “club di Stati” legati alla produzione, al consumo e al transito di energia, si è capito che essa dovrebbe trasferire a livello multilaterale (all’interno delle riunioni SCO) ciò che fino ad oggi si è fatto a livello bi o trilaterale: una piattaforma stabile, con incontri periodici, all’interno della quale discutere non solo di produzione e trasporto ma anche di prezzi. Secondo Asset Magauov, direttore generale di KazEnergy, la prima riunione del club dell’energia SCO sarà organizzata entro il XXI Congresso Mondiale del Petrolio che si terrà tra il 14 e il 20 giugno 2014 a Mosca[44].

Un nuovo modello per la cooperazione regionale

Quanto visto finora, pone due tipi di considerazioni circa il rapporto che intercorre tra la SCO e il Kazakhstan: una prima considerazione è che entrambi gli attori sono fondamentali l’uno per l’altro. La Cooperazione di Shanghai perderebbe il suo senso di “cartello diplomatico” compatto se una potenza regionale e attore internazionale come il Kazakhstan cessasse di collaborarvi. Il ruolo di questo Paese per la crescita della SCO è stato fondamentale in quanto l’unico, tra gli Stati membri, in grado di mediare tra le posizioni russe e quelle cinesi e di fungere da collante. Per le relazioni estere, la Repubblica kazaka è riuscita (e riesce) meglio rispetto agli altri Stati membri a svolgere un ruolo di raccordo tra Oriente e Occidente e, attraverso una politica estera amichevole e pragmatica, è in grado di mantenere gli equilibri tra questi due poli. Viceversa, la SCO garantisce al Kazakhstan una dimora politica sicura e affidabile oltre che un punto di partenza e una cassa di risonanza per la propria politica estera regionale e internazionale in campo tanto diplomatico quanto economico ed energetico. La seconda considerazione è che entrambi, SCO e Kazakhstan, sono la prova che si è entrati in una nuova fase di politica globale in cui la logica dei “blocchi” non è più valida e non può più essere valida; il loro metodo di condurre le relazioni diplomatiche esterne (che è identico, solo che si svolge su due livelli diversi) dimostra che l’integrazione regionale non è più di natura “esclusiva” ma è di natura “inclusiva”: gli interessi nazionali (o regionali) si possono difendere senza necessariamente ledere gli interessi altrui e senza porre un muro fra “sé e l’altro”. Secondo questo nuovo metodo, difendere gli interessi economici, politici e anche le identità culturali diviene un esercizio che rende partecipe il prossimo, per quanto possa essere mutualmente benefico, ed è questo il senso di quanto contenuto nello Shanghai Spirit, essenza del funzionamento della SCO. Per questi motivi, come disse l’ex portavoce del Senato kazako, Kassym-Jomart Tokayev, al connazionale, ex segretario della SCO, Nurgaliyev: “La Cooperazione di Shanghai rappresenta un nuovo modello per la cooperazione regionale[45]” e il Kazakhstan ne è un attore decisivo.

 

Marcello Ciola

[1] Definire il ruolo del Kazakhstan “ruolo di ponte” sarebbe estremamente riduttivo, in quanto quest’ultima definizione potrebbe lasciare intendere un ruolo più passivo che attivo all’interno delle relazioni internazionali. Il ruolo di perno, invece, è tanto attivo quanto fondamentale per il corretto funzionamento delle relazioni internazionali.

[2] La Cooperazione di Shanghai o Shanghai Cooperation Organisation è un’organizzazione regionale antiterrorismo fondata nel 2001 di cui fanno parte Russia, Cina, Repubbliche centroasiatiche (escluso il Turkmenistan) e altri membri osservatori e partner di dialogo. Per ulteriori informazioni, consultare il sito ufficiale http://www.sectsco.org/.

[3] Organizzazione nata nel 1996 per risolvere le dispute di confine tra Cina e Stati nati dalla disgregazione dell’Unione Sovietica.

[4] Tali obiettivi sono perseguiti tramite lo Shanghai Spirit, un approccio diplomatico basato su reciproca fiducia, mutui benefici, eguaglianza, consultazioni, rispetto per le diversità delle culture e aspirazione verso uno sviluppo comune che incarna l’aspirazione comune della comunità internazionale per l’attuazione della Democrazia nelle relazioni internazionali.

[5] Il primo incontro per discutere del piano d’azione si è tenuto tra il 5 e il 6 giugno del 2007. SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2007,  31 dicembre 2007. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=97 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[6] Ibidem.

[7] Ibidem.

[8] Ibidem.

[9] SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2008,  31 dicembre 2008. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=66 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[10] Entrato in vigore il 21 marzo del 2009, Secondo il trattato, ogni firmatario non poteva ricercare, sviluppare, fabbricare, accumulare, acquistare o possedere qualsiasi tipo di arma nucleare o dispositivo esplosivo nucleare; nessuno Stato contraente poteva poi prestare assistenza in una di queste azioni a terzi, né incoraggiare un’azione in questo senso. Gli Stati membri dovevano aderire all’Agenzia Internazionale sull’Energia Atomica e a tutti i suoi protocolli addizionali entro 18 mesi dall’entrata in vigore. James Martin Center for Non Proliferation Studies, The Central Asian Nuclear-Weapon Free-Zone, CANWFZ, 28 gennaio 2013. http://cns.miis.edu/inventory/pdfs/canwz.pdf [sito consultato il 18 aprile 2014].

[11] InfoSCO, Meeting of the SCO Ministers of Emergency Situations, 5 giugno 2009. http://infoshos.ru/en/?idn=4347 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[12] SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2007,  31 dicembre 2007. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=97 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[13] SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2008,  31 dicembre 2008. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=66 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[14] InfoSCO, Meeting of the SCO Ministers of Emergency Situations, 5 giugno 2009. http://infoshos.ru/en/?idn=4347 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[15] SCO summit 2013, The 13th Summit of the SCO Member States to be held on September 13, 2013 in Bishkek. http://www.scosummit2013.org/en/ [sito consultato il 18 aprile 2014].

[16] Ne accolse in tutto 100; il secondo Paese fu la Cina con 50 bambini accolti. SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2010,  31 dicembre 2010. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=255 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[17] R. CASTETS, The Uyghurs in Xinjiang. The Malaise Grows, in “China Perspectives” [versione Online], n. 49, settembre-ottobre 2003. http://chinaperspectives.revues.org/648 [sito consultato il 17 dicembre 2013].

[18] Attraverso un Partnership for Peace Program, accordo ad hoc che la NATO sigla con il Paese o i Paesi con cui vuole stringere una collaborazione militare.

[19] M. STEIN, Compendium of Central Asia Military and Security Activity, Foreign Military Studies Office (FMSO), Fort Levenworth 3 ottobre 2012, pp. 3, 17.

[20] B. CLASHMAN, Multinational forces participate in Regional Cooperation 12 Exercise, U.S. Air Force Central Command, 28 giugno 2012. http://www.afcent.af.mil/news/story.asp?id=123307374 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[21] Anche la serie Steppe Eagle ha una certa importanza nelle relazioni tra Stati Uniti e Kazakhstan ma questa coinvolge anche il Regno Unito e non può essere quindi considerata bilaterale tout court. M. STEIN, Compendium of Central Asia Military and Security Activity, Foreign Military Studies Office (FMSO), Fort Levenworth 3 ottobre 2012, pp. 19, 20, 22.

[22] M. STEIN, Compendium of Central Asia Military and Security Activity, Foreign Military Studies Office (FMSO), Fort Levenworth 3 ottobre 2012, pp. 6 – 7.

[23] Eurasianet, Kazakhstan Official Blames Mafia for Suicide Bombing, 17 maggio 2011. http://www.eurasianet.org/node/63499 [sito consultato l’18 aprile 2014].

[24] Il presidente Nazarbayev dichiarò che tra il 2011 e il 2012 circa cento crimini erano di matrice terroristica. J. NICHOL, Central Asia: Regional Developments and Implications for U.S. Interests, Congressional Research Service, Report for Congress, 20 novembre 2013, p. 20. http://www.fas.org/sgp/crs/row/RL33458.pdf [sito consultato il 18 aprile 2014].

[25] Nel 2013 la legge avrebbe scongiurato, secondo il Comitato di Sicurezza Nazionale, 35 azioni di terrorismo e aveva consentito di neutralizzare 42 gruppi estremisti nel Paese; però non era riuscita a bloccare 18 azioni terroristiche, tra cui sette esplosioni. Ibidem.

[26] Attraverso l’adozione del Programma Statale per Contrastare il Terrorismo e l’Estremismo Religioso per il periodo 2013-17. Eurasianet, Kazakhstan: Astana Mulls Expansion of Anti-Terror Controls, 19 giugno 2013. http://www.eurasianet.org/node/67146 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[27] J. NICHOL, op. cit., p. 21.

[28] Rispetto alle strategie occidentali che vertono sull’utilizzo della forza e dello strumento militare o, più in generale, dell’hard power, quella kazaka, traslata all’interno del quadro SCO, diviene una scelta strategica più efficace, oltre che più tollerata dalle popolazioni locali.

[29] SCO Website, The development of SCO’s links with international organisations in 2007-2008, 31 dicembre 2008. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=120 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[30] CARICC – about us. http://caricc.org/index.php/en/about-caricc [sito consultato il 6 gennaio 2014]. All’organizzazione partecipano come membri osservatori: Austria, Canada, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Pakistan, Stati Uniti e Interpol.

[31] Il Transport Corridor Europe-Caucasus-Asia di cui fanno parte Armenia, Azerbaijan, Bulgaria, Georgia, Iran, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Moldova, Romania, Tajikistan, Turchia, Ucraina e Uzbekistan. http://www.traceca-org.org/en/home/ [sito consultato il 18 aprile 2014].

[32] Il Central Asia Regional Economy Cooperation di cui fanno parte Afghanistan, Azerbaijan, Cina, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Mongolia, Pakistan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. http://carecprogram.org/ [sito consultato il 18 aprile 2014].

[33] Programma delle Nazioni Unite -Special Programme for the Economies of Central Asia- a cui hanno aderito Afghanistan, Azerbaijan, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. http://www.unece.org/speca/welcome.html [sito consultato il 18 aprile 2014].

[34] Progetto dell’Unione Europea -Interstate Oil and Gas Transportation to Europe-, concentrato soprattutto sul settore energetico di cui fanno parte Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kyrgyzistan, Moldavia, Tajikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan più la Federazione Russa come membro osservatore; parallelamente questo progetto e al TRACECA si è sviluppata la cosiddetta Baku Initiative, un progetto del 2004 che mette in dialogo UE, TRACECA e INOGATE per la cooperazione energetica. http://www.inogate.org/ [sito consultato il 18 aprile 2014].

[35] Tra le materie prime il Kazakhstan può annoverare non solo petrolio e gas ma anche uranio, oro, tungsteno, rame, zinco ecc…

[36] È utile ricordare a tal proposito il progetto di Unione Doganale Euroasiatica tra Russia, Kazakhstan e Bielorussia.

[37] Omega.kz, Новый Шелковый путь [Nuova Via della Seta], 19 luglio 2012. http://omega.kz/node/4011 [sito consultato il 18 aprile 2014].

[38] Passando per Mosca, Nizhny Novgorod, Kazan, Orenburg, Aktobe, Kyzylorda, Shymkent, Taraz, Korday e Almaty.

[39] Western Europe – Western China coinvolge 21 investitori principali e 66 investitori secondari (tra cui l’italiana Salini) e 35.000 operai, sarà lungo 8.445 chilometri.

[40] Astana Times, Major Transport Corridor to Connect Kazakhstan, Russia, China by 2015, 20 febbraio 2013. http://www.astanatimes.com/2013/02/major-transport-corridor-to-connect-kazakhstan-russia-china-by-2015-2/ [sito consultato il 18 aprile 2014].

[41] Ria Novosti, Energy outcome of SCO meeting in Dushanbe, 20 settembre 2006. http://en.ria.ru/analysis/20060920/54104304.html [sito consultato il 18 aprile 2014].

[42] A. NARAIN ROY, Shanghai Cooperation Organization – Towards New Dynamism, in “Mainstream Weakly”, vol. XLV, n. 39, 15 settembre 2007. http://www.mainstreamweekly.net/article313.html [sito consultato il 18 febbraio 2014].

[43] Nel 2008, il primo ministro del Kazakhstan, Karim Masimov, disse che “l’attuale sistema di pipelines sullo spazio SCO che collega la Russia, gli Stati dell’Asia Centrale e la Cina è una base seria per la creazione di uno spazio unificato SCO dell’energia”. InfoSCO, SCO energy club: what it should be?, 13 marzo 2012. http://infoshos.ru/en/?idn=9616. Nel 2009 Putin richiamò la sua proposta di anni prima e disse che la questione energetica era diventata ormai la questione chiave dell’agenda politica globale e la SCO non poteva perdere questa occasione di cooperazione regionale. CIIS – China Institute of International Studies, SCO in the Past 10 Years: Achivements and Challenges, 11 agosto 2011. http://www.ciis.org.cn/english/2011-08/11/content_4400582.htm [siti consultati il 18 aprile 2014].

[44] AGC Comunication, SCO Energy Club meeting, 2 febbraio 2014. http://www.agccommunication.eu/inostriservizi-it/informazione-e-formazione/osservatorio-est/russia-e-asia-centrale/6396-sco-petrolio-kazakhstan [sito consultato il 18 aprile 2014].

[45] SCO website, Chronicle of main events at SCO in 2008, 31 dicembre 2008. http://www.sectsco.org/EN123/show.asp?id=66 [sito consultato il 18 aprile 2014].

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