Quando il saggio indica la luna, i tecnici guardano il dito. Riflessioni critiche su Esm e Tobin Tax.

Di Marcello Ciola.

Secondo me, ci stanno prendendo in giro. Ancora una volta. Anzi, per due volte in meno di un anno. Prima con l’Esm e poi con la Tobin Tax.

L’Esm è stato presentato come un meccanismo di stabilità anti-speculazione per l’Europa. Gli Stati parteciperanno, secondo un sistema di quote, al finanziamento di questo fondo che può, eventualmente, intervenire in caso di crisi finanziaria del Paese. Funzionando sostanzialmente come un ente privato (ma finanziato da soldi pubblici), l’aiuto sarebbe subordinato a un sistema di condizionalità che influirebbe sulla politica economica interna di un Paese (già molto limitata a causa dell’integrazione monetaria) e a dei tassi di interesse. La quota di partecipazione al fondo è estremamente alta (per l’Italia è 27 miliardi di euro), per cui succede questo: uno Stato è costretto a indebitarsi con le banche per pagare la quota di partecipazione all’Esm che, in caso di necessità, potrà prestare alle banche che gestiranno i soldi per conto dello Stato o, nel migliore dei casi, potrà comprare titoli dello Stato in difficoltà. Perciò, in caso riceveremo in futuro un prestito dall’Esm, ci saremo indebitati al quadrato e dovremo pagare due distinti interessi: quello del debito iniziale contratto per pagare la quota di partecipazione e quello sul prestito che tampona la crisi. Mi chiedo: i soldi dell’aiuto non possono essere immessi direttamente sul mercato? Lo Stato non potrebbe bussare direttamente alla porta di una banca per avere prestito (nell’evidente impossibilità di stamparsi moneta)? Che senso ha far passare un meccanismo del genere come “anti-speculazione” se interviene in un momento in cui la speculazione è già avvenuta o è in corso? Che senso ha chiamarlo “anti-speculazione” se esso stesso agisce in maniera prossima alla speculazione più pura? Che senso ha istituire un meccanismo emettente titoli per sovvenzionare (qualora necessario) i suoi progetti, rischiando di essere finanziati da investitori extraeuropei che con un solo grosso investimento potrebbero puntare il coltello alla gola delle economie dei Paesi membri Esm[1]? Che senso ha istituire un meccanismo del genere se si potrebbe riformare in maniera radicale la Bce[2] e, magari, creare un debito unico?

Per quanto riguarda la Tobin Tax, essa ha suscitato diverse critiche nel mondo dell’economia e apprezzamenti nel mondo della politica. Le critiche dicono che la tassazione dello 0,1% su azioni e obbligazioni colpiranno soprattutto piccoli investitori privati, mentre quella dello 0,01% sui titoli derivati non riuscirà a fermare le grosse speculazioni. Inoltre, il gettito è difficilmente prevedibile (lo dimostrano le diverse vicende storiche legate alla stessa Tobin Tax, nata negli anni ’80). Di una cosa sono profondamente convinto e profondamente d’accordo con gli economisti critici: che senso ha che solo 11 Paesi su quasi 200 Stati al mondo adottino una tassa del genere? L’esperienza Svedese del 1984 parla chiaro; gli investitori più piccoli vengono scoraggiati, chi invece ha i mezzi finanziari si trasferisce su altri mercati che non hanno adottato questa tassa. In questa maniera come si pretende di bloccare la speculazione? Anzi, si corre il rischio di creare disoccupazione tra i giovani trader e operatori di borsa (di cui etica si potrebbe benissimo discutere ma non in questa sede). Le reazioni del mondo politico sono quelle che più mi hanno reso incredulo. Tutti hanno esultato perché “giustizia è stata fatta nei confronti degli speculatori, banche et similia: codesti felloni finalmente saranno tassati e scoraggiati!”. Solo un politico non ha esultato: Tremonti, con cui sono pienamente d’accordo. In un intervento a Radio Vaticana ha dichiarato: “La vera ragione per cui io avrei non dei dubbi, ma inviterei ad una riflessione, è che se tu tassi le transazioni finanziarie le legittimi. Se lei vede una rapina lei la vieta, non è che la tassa. Ecco, io credo che sia un punto su cui dobbiamo ancora pensare”[3]. Esattamente. Ad esempio, mi chiedo se arriveremo a tassare e, quindi, riconoscere la Mafia per scoraggiarla ad agire in maniera troppo lesiva degli interessi nazionali. La speculazione a danno di entità sovrane (siano essi popoli o Stati o entità sovranazionali) deve essere fermata, tamponata, combattuta, resa illegittima o illegale e non tassata.

Mi sento veramente preso in giro. E mi cascano le braccia quando vedo gente che esulta al passo in avanti ai fini dell’integrazione europea (!?) fatto dall’Esm o alla giustizia (!?) idealista della Tobin Tax. È sempre il solito discorso, si indicano i problemi, gli stolti guardano il dito e gli imbecilli plaudono alle fantomatiche soluzioni. Mi chiedo, ci voleva un tecnico per guardare un dito?


[1] La Cina è già pronta ad investire 500 miliardi di euro. http://europe.chinadaily.com.cn/business/2012-10/10/content_15806323.htm. Ricordo che l’Efsf, predecessore dell’Esm, era finanziato al 40% da Paesi asiatici, Cina e Giappone soprattutto.

[2] Usando la politica monetaria non solo per il controllo dell’inflazione ma anche per perseguire la massima occupazione, per tenere a bada eventuali crisi cicliche e tutelare i diritti dei consumatori. Comprare illimitatamente titoli SENZA apporre condizioni, assumere un ruolo di prestatore di ultima istanza ect ect.


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