Leggerlo non costa nulla. KONY2012.

Joseph Kony è un delinquente. Meglio dirlo subito onde evitare equivoci.

Kony2012 è un video creato dall’Organizzazione non governativa (in seguito Ong) Invisible Children[1]. È inutile descrivervi il contenuto del video perché penso che tra i circa 80 milioni di visitatori del video[2] ci siano anche molti di voi, di cui tanti lo avranno condiviso su Facebook, parecchi avranno messo “mi piace” e forse nessuno (o uno o due) avranno messo “non mi piace”[3]. Già a questo punto, vedendo il grafico che è facilmente consultabile sul link di Youtube, ci si accorge dell’incredibile (anormale, direi) crescita delle visualizzazioni, ottenuta dapprima tramite Twitter e poi tramite gli altri social network.

Lo stile hollywoodiano con cui si presenta il video è degno dei capolavori di Cameron (James, non David). Il messaggio che passa è lapidario, chiaro. Una forma di marketing perfetta: facendo leva sui buoni sentimenti (e sull’ingenuità)[4] dello spettatore viene lanciato un appello affinché terminino le atrocità in Uganda perpetrate da quest’“uomo nero” (e non è per razzismo che utilizzo la parola nero) di nome Joseph Kony e dalla sua banda di scalmanati (l’Esercito di Resistenza del Signore, in seguito Lra) che nella zona nord del Paese pratica mutilazioni, stupri e rapimenti di bambini da impiegare come soldati[5]. È proprio su questo punto che calca il cortometraggio: ridare una seconda infanzia ai bambini soldato catturando Kony che con i suoi ipermoderni mezzi riesce a nascondersi. Per questo scopo è nata Invisible Children la cui influenza è diventata così forte da coinvolgere diverse famose personalità americane (che vanno da Bush a Justin Bebier), al punto che il Presidente Obama e il mondo intero non possono ignorare questa insostenibile situazione.

Quello che si ripete all’infinito sui media è che Invisible Children è un’organizzazione No Profit. Secondo me, lo sarebbe se nelle sue spese non vi fossero un sacco di “buchi neri”[6] in cui sono finiti e finiscono gran parte degli introiti ricavati in diverse maniere: dalle donazioni alla vendita dei braccialetti o magliette di Kony[7]. Per di più, secondo un noto sito, una sorta di “agenzia di rating” delle Ong, per quanto riguarda la voce “Financial”, Invisible Children ha 4 stelle su 4 (è piena di soldi) mentre circa la voce “Accountability & Transparency” ha solo 2 stelle su 4[8].

La suddetta Ong opera pressioni affinché le truppe americane, in tal caso quelle dell’Africom, intervengano nel nord del Paese per aiutare l’esercito ugandese a scovare Kony per poi portarlo davanti alla Corte Penale Internazionale (in seguito Cpi)[9]. A parte l’immagine guerrafondaia, non propria di una Ong, che Invisible Children dà operando in questo senso (ma questa può anche essere una considerazione personale)[10], vi sono tre sostanziali problemi che si presentano visualizzando il video.

Primo. Il Presidente Ugandese in carica, Museveni, è collocato dalla parte dei “buoni”. Quest’uomo è in carica da 26 anni. Da quando vinse la guerra civile ugandese. Durante la sua “onorata” carriera, lui e il suo esercito (Updf, Uganda People’s Defence Force) vantano un curriculum di tutto rispetto che non ha nulla da invidiare a quello di Kony: abusi politici (elezioni truccate e corruzione), documentati e numerosi casi di torture, arresti arbitrari, uccisioni di manifestanti disarmati e altri abusi sulla popolazione civile. Tutto questo negli ultimi TRE anni[11]. Se andiamo in dietro nel tempo, troviamo molto altro ancora: stupri, mutilazioni e arruolamento di bambini soldato[12]. Quando arrivò al potere, si presentò così[13]. Per quanto riguarda la sua attività all’esterno del Paese, si è reso protagonista di numerose grane: tensioni con il Ruanda (suo alleato dal ‘94, quando sostenne i Tutsi, vincitori della guerra civile[14]), tensioni con Kenya e con il Sudan (di cui ora è alleato, ma con la separata parte del Sud). Ma ciò che più l’ha impegnato sono state le guerre in Congo, le più cruente guerre dalla seconda guerra mondiale, in cui Uganda e Ruanda hanno depredato le risorse congolesi[15]. Per i fatti accaduti in Congo, Museveni è stato chiamato a rispondere di crimini di guerra dalla Cpi[16], ma il WallStreet Journal ha riportato che Museveni contattò Kofi Annan per interrompere l’inchiesta della Corte e, pare, che gli Stati Uniti abbiano posto il veto sul processo, con il risultato che Museveni risulta non imputato per dei crimini che la Corte internazionale di giustizia aveva già rilevato per quanto riguarda i comportamenti delle truppe ugandesi[17]. In fine, il capo di Stato si è ingraziato gli statunitensi intervenendo anche in Somalia[18].

Secondo. Joseph Kony non è più in Uganda, lo dice il video stesso al minuto 15. Kony era attivo in Uganda fin dal 1985, aveva raccolto attorno a sé il popolo cristiano degli Acholi situato nel nord della nazione. Assunse un’immagine mistica presso i suoi seguaci[19], ma nel corso degli anni perse consensi per via delle sue pratiche brutali. Dalla metà degli anni ’90 fino al 2005, le bande armate di Kony hanno commesso deplorevoli crimini, fino a quando non sono state decimate da una forte offensiva del governo ugandese che gli ha costretti a ripiegare a Garamba, in Congo, al confine con il Sudan del Sud. Nel 2005 vi fu un mandato di arresto internazionale della Cpi per crimini di guerra. Nel 2006 vi sono stati dei tentativi di pacificazione tra l’Lra e l’Uganda, mediati da Sudan e Comunità di Sant’Egidio[20]. I negoziati fallirono e dopo essere stato inserito nella lista dei terroristi internazionali il 28 agosto 2008[21], nel dicembre dello stesso anno partì l’operazione Lightning Thunder, sostenuta dagli Stati Uniti[22]. Il risultato: a causa dei bombardamenti, le già esigue truppe dell’Lra[23] sono state divise in piccoli gruppetti, che si sono dispersi nei territori circostanti, 900 civili hanno perso la vita e l’operazione è stata considerata un vero e proprio fallimento[24]. Di Kony non vi sono più notizie dal 2006[25] e c’è addirittura chi dice sia morto[26].
Perché dare la caccia ad un uomo morto? Perché militarizzare una consistente parte di un Paese in cui certamente Kony non c’è? Perché solo dopo 26 anni? Queste domande ci portano al terzo problema.

Il petrolio. Nel 2006 sono stati scoperti enormi giacimenti di petrolio in Uganda[27]. In data 12 ottobre 2011 Obama ha inviato 100 “consiglieri militari” nel Paese[28], ma vi erano già state avvisaglie di questa spedizione molto tempo prima[29]. Ancora, le industrie del petrolio americane rischiano di rimanere in dietro rispetto le loro concorrenti francesi e cinesi[30]. Le mappe dei giacimenti petroliferi in Africa e il coinvolgimento militare degli Stati Uniti corrispondono fin troppo[31].

Per terminare, quello che si evince da un’approfondita ricerca è che la campagna di Kony2012 è una tremenda bufala: incitare all’intervento straniero in uno Stato in piena ricostruzione[32] può solo peggiorare le cose. Nel nord dell’Uganda la situazione è pacifica e in piena ripresa. Di questo, vi sono numerosissime testimonianze[33]. Se realmente si volesse uccidere Kony (ammesso che non sia già morto) perché non fare ricorso ai droni, ai blitz, o a qualche altra diavoleria militare come hanno fatto per Bin Laden (o per il suo fantasma) il 2 maggio scorso? Da quando gli americani sono in Africa centrale, difficilmente hanno fatto qualcosa di buono[34].

Se volete parlare dei crimini di Joseh Kony fatelo pure, ma parlate di Joseph Kony, non di KONY2012. E fatelo dopo un’attenta ricerca.

Marcello Ciola


[1] Badate bene che il fatto che sia una Ong non vuol dire che sia una organizzazione indipendente.

[2] http://www.youtube.com/watch?v=Y4MnpzG5Sqc. Probabilmente in questi giorni saranno saliti ancora.

[3] Ibidem. Sono 1 330 316 i “mi piace”. Mentre, 96 238 i “non mi piace”.

[4] Buonismo e ingenuità (o, forse, è il caso di parlare di ignoranza) sono i caratteri fondamentali dell’Homo telethon, “tubo digerente” di tutta la spazzatura che i mezzi di comunicazione gli propinano da cui è assuefatto (un coprofago mediatico).

[5] Lra non dispone di un esercito di bambini soldato di 30000 unità, bensì il numero si riferisce ai bambini cui presumibilmente Kony ha maltrattato o arruolato nel corso degli ultimi anni: http://blog.foreignpolicy.com/posts/2012/03/07/guest_post_joseph_kony_is_not_in_uganda_and_other_complicated_things.

[7] Una trovata davvero poco simpatica. Come si sentirebbero gli americani se per combattere la guerra al terrorismo si vendessero dei braccialetti di Bin Laden?

[9] Perché fare pressioni politiche a uno Stato che non è neanche membro della Corte Penale internazionale?

[10] Anche l’immagine dei presidenti fondatori di Invisible Children con i fucili in mano (http://www.glennagordon.com/# trattasi del blog di Glenna Gordon, nota reporter e beneficiaria di sovvenzioni dal Pulitzer Center for Crisis Reporting), circondati da militari della Spla (Sudan People’s Liberation Army) corpo militare accusato di stupri, saccheggi e di reclutare bambini, non lascia una bella immagine dell’Ong (http://www.sudantribune.com/SPLA-to-demobilize-all-child,36125).

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